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.ale di bordo
Gian Carlo Scotuzzi
Anno XX - Contatto
 
23 giugno 2019

 

UCRAINA

Perché i golpisti di Kiev abbatterono un aereo di linea...

...e perché oggi la NATO accusa Vladimir Putin.

 

LA TESTIMONIANZA DI UN MECCANICO DELLA BASE MILITARE DI AVIATORSKOYE

Il pilota del Sukhoi 25 ucraino: Il Boeing «era nel posto sbagliato nel momento sbagliato»

 
 
17 giugno 2019

 

INDAGINE SULLA PROSTITUZIONE

Italia, esplode il sesso a pagamento

Secondo un’indagine del quotidiano francese Le Monde pubblicata il 12 giugno e dedicata allo svacco italiano, nel nostro Paese il commercio del sesso aumenta a ritmo esponenziale. Dai 3 milioni di puttanieri del 2014 si è passati ai nove milioni del 2017, anno delle ultime rilevazioni ufficiali. Ma a giugno 2019 le fonti da noi collazionate (sodalizi femminili, assistenti sociali, medici e operatori della pubblica sicurezza), e considerando anche i puttanieri occasionali, stimano 15 milioni. Vuol dire che un italiano su quattro, computando neonati e impotenti e matusa,, ricorre ai servigi del meretricio.
Conseguente l’incremento dell’offerta: da 90 mila prostitute e prostituti censiti nel 2014 a 120 mila nel 2017. Anche qui la nostra indagine empirica ascende: 200 mila.
Perché tanta enfiagione della domanda, e dunque dell’offerta? Concause indicate dall’indagine parigina: abbassamento dell’età nella quale i giovanissimi si convertono alla prostituzione, sia come offerenti sia come acquirenti; poi le maggiori opportunità logistiche, riflesso sia di accresciuto benessere economico (la disponibilità di un’auto o di un alloggio anche per i giovanissimi) sia della tolleranza sociale e familiare verso il fenomeno; poi la quantità e la qualità dell’offerta multietnica. Noi aggiungiamo, come propellente del meretricio, il progressivo degrado morale della popolazione e la sovrabbondante pervasività degli stimoli pornografici…

 

INTERVISTE CORRELATE:

«Sono grata alle puttane, perché distolgono mio marito da alternativa peggiore»

«Ho cominciato all’università, superando gli esami nel letto dei professori»

«Io, schiavo del sesso, sono ricorso alla castrazione chimica quando ho superato il limite che nessun padre dovrebbe valicare»

«Quei protettori intoccabili perché spartiscono la torta con personaggi pubblici al di sopra di ogni sospetto»

 

L’inchiesta e le interviste sono riservate.

 
 
16 giugno 2019

 

NECROBIASIMO PER FRANCO ZEFFIRELLI

Auspicò la pena di morte per le donne che abortiscono

Se il parlamento gli avesse dato retta legiferando la pena capitale per quante interrompono la gravidanza, all’epoca avrebbe dovuto giustiziarne 150 mila e l’anno scorso ne avrebbe fucilate almeno 80 mila.  Il 19 marzo 1993 Zeffirelli dichiarò infatti all’agenzia di stampa ADN-Kronos: «Metterei la pena di morte per le donne che abortiscono». Istanza forcaiola che fece eco ad analoga esternazione del cardinale Giacomo Biffi, secondo il quale «chi abortisce è come compisse un delitto di mafia». «Biffi è troppo blando – gli replicò Zeffirelli – il crimine di chi uccide una creatura che non ha modo di difendersi non ha eguali…»

L’articolo completo è riservato.

 
 
15 giugno 2019

 

L’ORDA FAMELICA DEI MICROCRIMINALI EXTRACOMUNITARI

La paura fa Lega

Resoconto di come i valligiani del Nord, ove si tributano maggioranze assolute a un partito che promette di combattere l’insicurezza, paghino virtuali tangenti agli stessi che gliela suscitano.

 

ARTICOLO CORRELATO, DELL'8 SETTEMBRE 2008:

«Così la maledetta Unione Europea mi ha lasciato sul lastrico»

Prima obbligato ad accettare una riduzione del salario del 40% e a rischiare ulteriormente la vita con turni massacranti alla guida del camion, poi licenziato: storia di Camillo, 52 anni, che ha votato i politici che l’hanno rovinato.

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 15 SETTEMBRE 2004:

Presto saranno dieci milioni

Così tutt’i partiti, Lega compresa, aprono le frontiere agl’immigrati.

 
 
14 giugno 2019

 

L’ITALIA DELLA DISONORATA SANITÀ

Sono un milione i malati sudisti che vanno a curarsi negli ospedali del Nord

Il fenomeno viene etichettato migrazione sanitaria o turismo sanitario. Oppure, soprattutto al Sud: fuga da ospedali inefficienti e inaffidabili, vuoi per corruzione e saccheggi endemici, vuoi per mancanza di investimenti e per tagli da parte di uno Stato assente o intriso di cosche.
Risultato: le strutture sanitarie nordiste, pubbliche come private, non sono soltanto intasate, negatrici di adeguati servizi ai residenti, ma risultano anche ammorbate da quella mentalità meridionale che degenera ogni gratuito diritto civile a “piacerino” da implorare o da pagare alla sorta di tangente. Di qui l’esasperato dilagare del malcostume delle esose parcelle extra pagate ai medici e delle mance ai paramedici; delle liste di attesa stravolte da favoritismi; del proliferare di indagini diagnostiche e di terapie inutili o dannose, prescritte per estorcere quattrini a utenza culturalmente arretrata e amorale, vocata all’ossequio tornacontista, al baciamano della viltà e all’acquisto di trattamenti ritenuti privilegiati.
Questa pandemia meridionalista gonfia un diverso flusso migratorio: decine di migliaia di nordisti malati iperricchi emigrano in supercliniche estere.
Ecco le cifre salienti dei due flussi: quanto il dissesto sanitario del Sud rende agli speculatori sanitari del Nord e quanto ci rimettono, in termini da cure sminuite o negate e di maggiori costi, i malati di Piemonte, Lombardia, Triveneto, Liguria e Romagna. E quanto è alta la montagna di quattrini che i locupleti depositano nei paradisi nosocomiali oltre frontiera. Replicandovi, in sedicesimo, gl'inconvenienti che i meridionali provocano in patria.

Articolo riservato.

 
 

ESPERIENZE DI RICOSTRUZIONE

«Qui si fabbrica l’antidoto alla famiglia, cancro sociale»

Pessimi genitori allevano figli peggiori: indifferenti verso ogni prossimo, disertori dall’impegno civile, egotisti e spiritualmente smarriti, sono preda e alimento delle nuove mafie che esasperano la corruzione politica e ammorbano i gangli vitali della pubblica amministrazione. Di qui il fascino che forme inedite di convivenza etica, incompatibili con uno Stato allo sbando e una Chiesa maschista e immorale, esercitano su giovani idealmente motivati.
Intervista alla dirigente di una delle Comuni antagoniste dove si forgiano i candidati all’edificazione della società futura…

di padre Aldo Curdinovis e Gian Carlo Scotuzzi

 

ARTICOLO CORRELATO:

Qui nascono soltanto orfani

Cronaca della nascita di Lisa, i cui genitori sono entrambi non-conoscibili. L’evento, registrato in una discreta clinica privata dove si pratica eugenica avanzata, e poi in una scuola materna che alleva esclusivamente questo genere di bambine e bambini, conferma le anticipazioni visionarie del nostro romanzo Mater.

 

Articoli riservati.

 
 
13 giugno 2019

 

EX PAESI DELL’EST

La conversione al capitalismo tira la cinghia demografica

Negli ultimi trent’anni la popolazione degli 11 Paesi europei ex comunisti è calata da 111 a 103 milioni. Il tasso di decremento è dell’83‰, mentre l’Ovest europeo è cresciuto del 129‰.  Lo spopolamento innescato nel 1989 dalla caduta del Muro di Berlino ha due cause. La prima, che incide al 73%, è l’emigrazione: ridotti in miseria dall’agognata democrazia di stampo occidentale, se ne sono andati in 8,2 milioni, al netto di 6 milioni e mezzo di pentiti, cioè di lavoratori che, dopo averla provata, hanno concluso che stavano meglio senza e sono tornati a casa, ahiloro sperando invano di richiamarvi in servizio il comunismo. La seconda causa di spopolamento, che incide al 27%, è la riluttanza delle ex-compagne a figliare. Prima della caduta del Muro scodellavano da 1,9 a 2,2 pargoli a testa; oggi partoriscono meno che in Italia, dove peraltro si nasce pochissimo. Perché rinunciano alla maternità? Anche qui la colpa principale è l’avvento del capitalismo, che ha ridotto drasticamente i servizi sociali, ha falciato posti di lavoro, ha immiserito le pensioni, ha disseccato l’assistenza sanitaria e resecato il reticolo di solidarietà intrecciato da oltre mezzo secolo di economia pianificata. In tale contesto d’indigenza complessiva e di smantellamento dello Stato sociale le donne ci pensano due volte prima di mettere al mondo figli, senza disconoscere, nel rattrappirsi del ruolo di madre spinto spesso all’aridità, il positivo contributo dell’emancipazione femminile.
Se queste cifre, elaborate dall’Institut National d’Études Démographiques di Parigi, comprovano l’emorragia di cittadini da un paradiso capitalista forse meno paradisiaco di quello collettivista, ben più drammatico è l’esito della nostra indagine sui parametri economici e sulle disfunzioni gestionali delle 11 democrazie trentenni e sulla loro funzionalità all’arricchimento leonino dell’Occidente che le asservisce …

Articolo riservato.

 
 
9 giugno 2019

 

ALTERAZIONE DELLA STORIA E BABBEISMO MEDIATICO OCCIDENTALE

Le armate comuniste sconfissero il nazismo ma oggi il merito va agli eserciti russofobi

Nei giorni scorsi si sono concentrate a Kiel flotte e truppe della NATO per allestire la più grande esercitazione militare simulante l’invasione dello Stato russo, grottescamente associata alla celebrazione dell’anniversario della fine della II guerra mondiale. La quale fu vinta soprattutto dai sovietici, che fronteggiarono la parte preponderante dello schieramento hitleriano, tributandovi il maggior numero di vittime: 26 milioni, tra militari e civili, contro 413 mila statunitensi e 365 mila inglesi. Scomparso il comunismo sovietico, la NATO alimenta l’industria militare surrogandolo con la Russia, una democrazia che non minaccia alcuno e che tuttavia viene militarmente assediata ed economicamente boicottata da Stati Uniti e Unione Europea.
Ecco il resoconto di un’esercitazione bellica dai proclami e dagli eccessi provocatori che la dicono lunga sulle mire del sedicente Mondo Libero.

Articolo riservato.

 
 
5 giugno 2019

 

TELECRAZIA

Quanto ci costa la stoltezza di chi si affida alla Banda Berluska

Senza il sostegno delle emittenti del Biscione i partiti di governo, nonché i parlamentari europei italiani, non sarebbero stati eletti. È un nesso di causa-effetto derivante dall’acrisia dell’elettorato, prono alle sollecitazioni chiassose, spettacolari e reiterate del piccolo schermo e dei cartacei che lo scimmiottano.
Tanta sudditanza a una comunicazione politica svilita a pubblicità commerciale si coniuga a incostituzionalità sostanziale: la competizione elettorale è imbastardita da concentrazione mediatica privata incompatibile con l’equo confronto delle idee e con la dialettica democratica posta dalla Costituzione a fondamento della democrazia. Ulteriore sconcezza giuridica: una legge dello Stato vieta al titolare di concessioni pubbliche – a maggior ragione televisive – di candidarsi alle elezioni. E dunque di essere eletto. Ne deriva che i parlamentari sono incostituzionali e illegali dal 1994, cioè da quando il parlamento cominciò a convalidare, insieme all’intronizzazione di Silvio Berlusconi, svolgimenti ed esiti di chiamate alle urne contra Legem. Fu un golpe istituzionale avallato da tutt’i partiti parlamentari e finalizzato a garantire alla medesima casta il saccheggio delle risorse dello Stato.
Ecco, conti alla mano, quanto sono costati al popolo italiano 19 anni di malagestio golpista e quanto hanno fruttato a Berlusconi, alla sua famiglia, ai suoi famigli e ai suoi complici d’ogni schieramento. Ed ecco perché non si potrà tornare alla democrazia autentica senza prima resecare i tentacoli della piovra MEDIASET e relative metastasi.

Articolo riservato.

 
 
4 giugno 2019

 

FRANCIA

Lo Stato distribuisce antidoti a incidenti nelle centrali nucleari

Dal prossimo settembre 2,2 milioni di persone riceveranno un kit di sopravvivenza. Motivo: abitano a meno di 20 chilometri da un reattore atomico.

 
 
2 giugno 2019

 

STAMPA DI REGIME

Così i falsari della storia imbufaliscono i creduloni

Da settimane anche i media italiani celebrano il trentennale della messinscena allestita per propiziare un colpo di Stato filoamericano a Pechino. I golpisti fallirono e da allora la repubblica comunista non ha fatto che rafforzarsi economicamente, e oggi contende il primato agli Stati Uniti. Ma la propaganda menzognera continua ad attecchire nelle testoline acritiche delle masse occidentali, fomentate a invocare la liberazione di un popolo assai più libero e critico di loro.

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 4 SETTEMBRE 2013:

L’industria della menzogna quale parte integrante della macchina di guerra dell’imperialismo

di Domenico Losurdo

 
 
22 maggio 2019

 

ITALIETTA

La Storia non si appella al sovrano

A proposito del Manifesto per la storia, che da giorni centinaia di intellettuali vanno sottoscrivendo.

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 19 GENNAIO 2018:

Senatrice a vita per meriti di sopravvivenza

Il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, oggi ha elevato al laticlavio la signora Liliana Segre, di anni 87, che nel 1938 fu condannata dalle leggi razziali italiane alla deportazione in Germania, dove i tedeschi la comandarono a fabbricare bombe nello stabilimento Union, vicino al campo di prigionia di Auschwitz. Qui la signora Segre soggiornò dal 6 gennaio 1944 sino al gennaio dell’anno successivo, quando il campo fu evacuato. Venne quindi trasferita in un sottocampo vicino Ravensbrück, dal quale fu liberata dagli Alleati quattro mesi dopo. La signora Segre ha iniziato a raccontare i suoi 16 mesi di prigionia nei primi anni Novanta, animando interviste, conferenze e testimonianze che perdurano da quasi 300 mesi. Una longevità esternativa che ha commosso la presidenza della repubblica, cui spetta la nomina di cinque senatori.

Articolo riservato. 


ARTICOLO CORRELATO DEL 19 NOVEMBRE 2017:

I tedeschi e il carbone

Settantasei anni fa il conglomerato tedesco IG Farben costruì ad  Auschwitz, nella Polonia occupata, la più grande industria chimica dell’epoca. Prendeva il carbone, di cui il Paese è sempre stato ricco, e lo trasformava in petrolio, che non ha mai avuto. E dal petrolio ricavava la buma, cioè la gomma sintetica. Quest’ultimo procedimento era talmente innovativo che il governo degli Stati Uniti spedì ad Auschwitz i propri ingegneri a impararlo. Gli americani ne approfittarono anche per suggere la tecnica per organizzare al meglio il ciclo produttivo: Auschwitz era un modello di efficienza, alimentato da contadini che preferivano il salario sicuro in fabbrica agl’incerti e comunque magri frutti della zolla, nonché dalla rotazione di 35 mila internati che nel volger di 27 mesi – dal 31 ottobre 1942 al 27 gennaio 1945 – vennero concentrati nei campi di prigionia proprio per essere sfruttati con il lavoro coatto.
Nel dopoguerra il carbone ha continuato a essere primario sostegno delle Germanie: in quella Ovest ha alimentato la ricostruzione, in quella Est ha nutrito il sogno socialista. E anche oggi, a disdoro della cilecca del nucleare e delle delusioni delle molte energie rinnovabili e non-inquinanti, il carbone continua a essere il primario alimentatore dell’industria e degli stili di vita energivori dei tedeschi. I quali riluttano a rinunciare al primato europeo nell’estrazione del carbone. Per dirla con i minatori di Hambach, nel cuore della più inquinata area estrattiva del Paese, «meglio ingoiar polvere di carbone che far la fame».
Inchiesta su fasti e nefasti del settore in Europa, con al centro i lavoratori tedeschi per i quali la salubrità ambientale, associata alla messa al bando del carbone, è sinonimo di disoccupazione…

Articolo riservato. 

 
 
18 maggio 2019

 

DOCUMENTI

Manifesto per la storia

Testo dell’appello sottoscritto da Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri.

 
 

STORIA CONTEMPORANEA

Videatur ut amoveatur

È andazzo quarantennale avviato dai Signori della Tivù: neutralizzare gli avversari politici promettendo loro perenne visibilità mediatica, indispensabile premessa di vittorie elettorali. Poi i Signori presentano il conto: complicità nel saccheggio dello Stato, varo di leggi gaglioffe ad personam e via elencando malavitosità in danno di un elettorato in maggioranza non migliore dei figuri che viene indotto a eleggere. Testimonianze e ricostruzioni inedite acclarano oggi la genesi di tale imbarbarimento televisivo nonché le moderne raffinatezze…

Articolo riservato. 

 
 
13 maggio 2019

 

STAMPA DI REGIME

Ex alpini, carne da elezione

RAISET e a cascata ogni altro polo (dis)informativo si sono mostrati proni agli ordini del Minculp: enfatizzare sino al falso storico e al ridicolo la rituale marcia di povericristi, in gran parte anziani che vantano l’unico merito di aver fatto la naja obbligatoria negli alpini, del resto soppressi da quando elicotteri e razzi e droni sostituiscono muli e fanti nella guerra di montagna. Così i proletari che furono penne nere sono passati, da ruolo di carne da cannone sacrificabile in «inutili stragi» per il profitto di lorsignori, a inconsapevoli comparse di un rito mediatico che i politicanti usano per mietere consenso e indurre plebi riluttanti a partecipare alle prossime elezioni del 26 maggio. Analisi di un fenomeno sociale marcio di menzogne, retorica reazionaria e tornaconti inconfessabili…

Articolo riservato. 

 
 
11 maggio 2019

 

MILANOPOLI

Padre, Figlio e Fido Santo

Disertati i fronti dell’impegno civile e della solidarietà sociale, i sudditi dell’Italia minore si avvoltolano nell’adorazione esclusiva del proprio nucleo familiare, dove l’animale di compagnia ha rango figliale. Per adunare nelle proprie chiese questi egotisti refrattari a ogni appello morale e mutili di bussola esistenziale, i parroci scendono al loro livello. I cani entrano in chiesa e dal pergamo non piovono esortazioni al Bene ma frivolezze e banalità non diverse da quelle che salmodiano il rito dell’aperitivo al bar. Ecco lo sfogo di un pastore d’anime talmente stomacato da passare dalla parte del lupo.

Articolo riservato. 

 
 
8 maggio 2019

 

BATTAGLIE POLITICHE CHE I MEDIA NON VEDONO

Che i figli del nemico muoiano in pace

Droghe, alcol, zuccheri, adrenalina: inducendo i benestanti oziosi ad abusare di questi veleni, i nuovi partiti comunisti combattenti sfoltiscono il ricambio degli antagonisti di classe. Con il sostegno criminale degli spacciatori di sogni, dalla cocaina ai video hollywoodiani, o con quello preterintenzionale delle multinazionali dell’alimentazione tipo Coca Cola, spacciatrice di bevande propiziatrici di obesità e diabete; o con il contributo diretto delle multinazionali etiliche, fucine di alcolizzati, o dei fabbricanti di auto con tachimetro da suicidio. Danni collaterali: muoiono anche i figli della bassa borghesia o addirittura del proletariato. Ma neppure i genitori di questi poveracci sono esenti da colpe sociali…
Indagine sui moderni untori e sul loro contribuito alle primarie cause di morte della gioventù occidentale.

Articolo riservato. 

 
 
2 aprile 2019

 

BRUNEI

Ad Allah e alle signore piacendo

Frustate, lapidazioni e mutilazioni per affermare la legge islamica.

 
 
28 marzo 2019

 

L’ITALIA IN PERENNE CAMPAGNA ELETTORALE

Quanti voti accalappia una manipolatrice virtuosa?

Nicola Zingaretti, neocapo del PD insediato dal popolo dei gazebo, ha offerto la candidatura, per le prossime elezioni, a Lucia Annunziata, giornalista già presidente RAI, donna di consolidata fede atlantista. Un modo indiretto per riproporre il PD al copilotaggio del futuro governo cui Berluska & Soci stanno lavorando. (Annunziata ha declinato.)

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 15 GENNAIO 2008:

LE BENEMERENZE DISINFORMATIVE DI LUCIA ANNUNZIATA

Libri di comodo per bruciare libri scomodi

A credere che il colpevole degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti sia stato Osama Bin Laden sono rimasti in pochi. Per svogliare questi pochi dal prendere sul serio le numerose inchieste che acclarano il terrorismo di Stato (a cominciare da quelle di Thierry Meyssan), ecco l’ennesimo libro che replica la bugiarda versione ufficiale. È edito da una società del Gruppo Mondadori, proprietà di Berluska.

 
 
4 marzo 2019

 

TELECRAZIA ITALIANA

Perché Berlusconi fa risorgere il PD

Sabato scorso a Milano RAISET s’è mobilitata per enfatizzare sino al falso una processione milanese delle sinistre, moltiplicandone il numero dei partecipanti per dieci...
 
 
13 febbraio 2019

 

LA GUERRA ECONOMICA DEGLI STATI UNITI

I predatori delle aziende europee

Il governo di Washington pretende far valere le proprie leggi nazionali in ogni parte del mondo, così negando agli Stati autonomia giuridica, premessa di quella politica ed economica. Così indossati i panni anche formali del neocolonialista, l’Amerika sfrutta l’Europa come un vivaio di imprese, riservandosi di papparsi per via (il)legale quelle che sviluppano eccellenze ambite, pena prendersele con la forza. E i governi del Vecchio Continente, che del resto già subiscono le scorribande dei killer della CIA e gli arruolamenti forzati nelle aggressioni militari pilotate dal Pentagono, chinano il capo, come 170 anni fa i cinesi dinanzi alle cannoniere anglosassoni durante la guerra dell’oppio.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 4 FEBBRAIO 2019

Gli USA: uno Stato-canaglia al servizio della propria economia

Improvvisamente, la classe possidente francese diventa consapevole dell’uso economico che gli Stati Uniti fanno del sistema giudiziario. Dal 1993 il Dipartimento per il Commercio ha creato un Trade Promotion Coordinating Committee e un Advocy Center, direttamente collegato alle agenzie d’intelligence. Più di recente, il Dipartimento di Giustizia ha interpretato le leggi statunitensi in modo da estendere il proprio potere all’estero ed esercitarlo, insieme alle altre amministrazioni, nell’interesse delle grandi aziende USA. Di fatto, i processi intentati contro le imprese europee non sono in relazione con le violazioni di cui vengono accusate. Sono processi concepiti per portarle al fallimento o consentirne l’acquisizione da parte di società USA.

di André Chamy

 
 
10 febbraio 2019

 

LIBERTÀ DI STAMPA E VESSAZIONI ECONOMICO-GIUDIZIARIE DEI CRONISTI

Il primo persecutore dei giornalisti liberi è il non-lettore

A proposito dell’articolo odierno di Concita De Gregorio sulla Repubblica.

 
 
8 febbraio 2019

 

ONAGROCRAZIE E INGERENZE ILLEGITTIME

Da che pulpito

Se l’asino Macron tira le orecchie al ciuco Di Maio

 
 
7 febbraio 2019

 

GERMANIA: SINDACATI CORPORATIVI ALL’ITALIANA

«Il posto di lavoro val bene un crimine sociale»

 
 
14 gennaio 2019

 

NEL CENTENARIO DI ROSA LUXEMBURG E KARL LIEBKNECHT

L’Asse Roma-Berlino degli orologi fermi

Un secolo fa il comunismo conquistò il più grande Paese del mondo e fece sognare gli altri perché c’era una classe operaia combattiva propulsa dagl’ideali della libertà dal bisogno, della giustizia sociale e della fratellanza, per cui «ogni uomo è mio fratello» e al diavolo l’egoismo familiare, matrice del capitalismo. Oggi la classe operaia si è dissolta in una miriade di individualismi e tornaconti che accampano alibi morale nella celebrazione di una famiglia regredita allo stadio primordiale, giustificazione di nequizie e violenze estese al genocidio. Il comunismo è diventato utopia di rari, perché la quasi totalità degli elettori non vi aspira, né avrebbe senso proporre ai cittadini una liberazione da ingiustizie e violenze di cui loro stessi sono responsabili, in quanto «popolo sovrano». Eppure, a cospetto di assetti sociali tanto esplicitamente riluttanti a prendere in considerazione riforme sociali anche minimamente ispirate al socialismo, sopravvivono, anche in lande ipercapitaliste come Italia e Germania, gruppuscoli marginali che non soltanto si professano comunisti in un contesto dove è impossibile esserlo perfino in dosi omeopatiche, ma addirittura mettono la rivoluzione comunista all’ordine del giorno. Per fortuna (loro), predicano e rivoluzionano soltanto per finta, cioè a fini commemorativi. Così, il 12 gennaio scorso a Berlino, comunisti di molti Paesi, compreso uno scienziato italiano, si sono radunati per condolersi dell’assassinio, perpetrato il 15 gennaio 1919 dalla polizia allemanna, dei rivoluzionari Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, rei d’aver animato, alcune settimane addietro, una sollevazione popolare che aspirava a replicare il successo di quella bolscevica e che invece fallì, anzi propiziando l’avvento del nazismo.
Ecco il resoconto di una giornata dove alcune centinaia di persone, in stragrande maggioranza tedesche e non giovani, hanno evocato i fasti delle rivolte passate; hanno relazionato sull’ennesima, «imminente e forse definitiva crisi storica del capitalismo»; poi hanno ribadito fedeltà ai campioni del comunismo, di cui hanno promesso di continuare a seguire le orme; alla fine hanno cantato
Auf auf zum Kampf, l’inno dedicato ai mancati rivoluzionari di cent’anni fa, indi l’Internazionale, e chiuso la rimpatriata con pianti di gioia ed evviva.
E anche per quest’anno è andata.  

[…]

 

Articolo riservato.

 
 
12 gennaio 2019

 

A PROPOSITO DEL “SERVIZIO DI ASCOLTO” ISTITUITO DALL’ARMA PRESSO I MUNICIPI

Benemeriti supplenti

Alcuni anni fa, quando sopravvivevano molti elettori capaci d’indignarsi per la corruzione dei partiti politici e allorché le ruberie di costoro ai danni dello Stato avevano raggiunto livelli da repubblica delle banane, un reputato opinionista lanciò, sulla Repubblica, una proposta provocante. Scrisse, in sostanza: La classe politica italiana è troppo marcia perché possiamo sperare in un suo risanamento; non ci resta che esortare i carabinieri a fare un golpe a fin di bene, cioè di futura democrazia perbene: che occupino i palazzi del governo e ogni altro ufficio statale e vi rimangano il tempo necessario a ripulirli dai corrotti e a risanare le casse pubbliche.
La proposta indignò alcuni, allarmò altri e fece sorridere molti di più, grazie ai media che la volturarono in burletta. Ma, là ove le parole hanno pondo, fu accolta da una chiosa lungimirante che ‒ questa sì, se fosse stata divulgata ‒ avrebbe dovuto impensierire sul serio le vestali della democrazia odierna: «Il Potere ha orrore del vuoto».
Negli ultimi anni il Lungimirante si è preparato bene per riempirlo, questo vuoto provocato dalla consunzione dell’Italia degli Onesti e dalla diserzione civile dei cittadini amareggiati. Una democrazia disdegnata smuore al pari dei diritti non esercitati, che si atrofizzano per desuetudine.
La cellula fondante della democrazia moderna è il municipio. È l’unico ambito ove gli elettori possono praticare una partecipazione più prossima a quella diretta. È il primo e fondamentale punto di compluvio delle istanze della comunità. Se la gente smette di rivolgersi al sindaco e ai consiglieri comunali per segnalare, lagnarsi o proporre, la democrazia perde di significato. Tanto varrebbe smettere di votare e riaffidare il municipio al podestà. O ai carabinieri, appunto.

[…]

 

Articolo riservato.

 
 
8 gennaio 2019

 

LOMBARDIA: INDAGINE SULLE NUOVE AGGREGAZIONI DELLE CLASSI SUBALTERNE

Dal clan tribale alla microloggia

Incapaci di esprimere una classe politica dirigente competente e onesta, i moderni proletari, disdegnata ogni forma d’impegno civile e di solidarietà sociale, ripiegano su primitive organizzazioni di autodifesa. Non già a modello delle storiche e benemerite società di mutuo soccorso, bensì grumi di parentadi omogenei dediti al saccheggio di quel che resta dello Stato sociale e alla rapina di ogni estraneo al gruppo. Il volere del capoclan rimpiazza la Legge, i miserandi tornaconti familiari irridono l’interesse pubblico. L’aspirazione dei membri del clan è accaparrarsi pingue reddito, alimentato da elemosine, rendite e sinecure riscosse in premio del vassallaggio acritico verso il capo e dell’apostasia etica, implicante scorribande nell’illegalità criminosa. Questo Villaggio del Dumpfenproletariat, marcescente sino a connotarsi di associazione a delinquere di stampo mafioso, si è andato generalizzando dagli Anni Settanta, consolidando un reticolo di contropoteri, da cui gli attori della sceneggiata elettorale acquistano voti e cui i produttori di merci e servizi insufflano stimoli consumistici. Negli ultimi due anni, nella più ricca e addensata regione italiana, un gruppo di ricercatori tedeschi ha scoperto, nelle viscere del Villaggio, Borse affaristiche riservate alla piccola borghesia, a imitazione delle logge dominanti la grande borghesia della Città. Su questo scimmiottamento massonico, che gli scienziati d’Oltralpe dileggiano in Lumpenfreimaurerei, sta mettendo le mani la fazione più agguerrita delle cinque che formano il potere reale in Italia.
[…]

di Aldo Curdinovis e Gian Carlo Scotuzzi

 

Articolo riservato.

 

 

 

ARRETRATI

 

Da luglio 1999 a dicembre 2018

 

La consultazione dell'archivio è riservata.

 

 


LIBRI

 

1973 - 2019

 

La consultazione del catalogo è riservata.

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer Gian Carlo Enrico Scotuzzi Gian Carlo E. Scotuzzi G.C. Scotuzzi G.C.S. GCS G. ilcronista.euC.E.S. GCES