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Gian Carlo Scotuzzi detto Scot
16 ottobre 2021, sabato
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PARIGI: PROCESSO AGLI STRAGISTI DEL BATACLAN

Se giudice e cronista perdono la bussola del contesto e il senso delle proporzioni

di Gian Carlo Scotuzzi

Il massacro di decine di europei che il 13 novembre 2015 si divertivano in discoteca è diretta conseguenza di altri, reiterati e globalmente assai più gravi macelli: quelli compiuti o istigati dagli eserciti europei che dall’indomani dell’11 settembre 2001 dichiararono una guerra di ritorsione all’Afghanistan e a una sfilza di altri Stati del Medioriente Allargato. La Storia ha acclarato che tutti questi Stati aggrediti, a cominciare dall’Afghanistan, il primo della serie, con le stragi dell’11 Settembre non c’entravano nulla; che quelle stragi furono quantomeno propiziate – se non anche condivise – dal Pentagono; che la dolosa attribuzione della paternità di quelle stragi ai Paesi del Medioriente Allargato fu sostenuta da tutti gli alleati degli Stati Uniti partecipanti alle guerre di aggressione, Francia compresa.
Il processo agli stragisti del Bataclan è sacrosanto e doveroso,  al pari del darne puntuale resoconto. Ma se i giudici e i media negligono di contestualizzare e spiegare le motivazioni della strage, se non connettono l’effetto alla causa, che anzi viene negletta, celebrano un processo iniquo e perseverano nel propalare la menzogna.
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20211016Bataclan

 

CORRELATO:

E una ministra italiana demagoga elevò una connazionale discotecara a eroina e le offrì funerali di Stato.

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20151116Eroina

 


 

 

IN BELGIO, ATTACCO A UN MONUMENTO FUNERARIO

I sionisti vorrebbero vietare di onorare i caduti che combatterono dalla parte dei vinti

di Isabelle Leloup

Durante l’ultima guerra, nel campo di concentramento di Vloethemveld, 15 chilometri a sudovest di Ostenda, gl’inglesi rinchiusero fino a centomila prigionieri, di cui 12 mila erano lèttoni, arruolati nelle SS tedesche. Nel 2018 e a un paio di chilometri dal campo, nel paese di Zedelgem, è stata eretta loro una stele commemorativa. È sormontata da un alveare, motivato dalla dedicatoria incisa sulla pietra accanto: De Letse Bijenkorf (l’Alveare Lettone), a rimembrare che questo popolo è come le api: operoso e tranquillo, ma se lo tocchi ti punge. E siccome a invadere e vessare la Lettonia, nel 1941, furono i sovietici, i patrioti lèttoni trovarono naturale entrare in guerra a fianco di coloro che combattevano i nemici comuni: i comunisti.
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20211016Lettoni

 


 

OLTRE CENTO FILOSOFI E INTELLETTUALI CONDIVIDONO L'OBBLIGATORIETÀ DEL VACCINO

Il vaccino è un salvagente emergenziale che non lede alcuna libertà

Nel documento, diffuso ieri, prendono le distanze dal filosofo Giorgio Agamben, che nel corso di un’audizione al senato aveva sostenuto le motivazioni dei no-vax.

«Come filosofi e intellettuali italiani, manifestiamo il nostro senso di disorientamento di fronte al fatto che nella discussione pubblica su temi come la vaccinazione anti-Covid19 e l’istituzione del Green Pass, il contributo della filosofia venga esaurito da pensatori come Giorgio Agamben, ed eventualmente alcuni colleghi, i quali rappresentano invece soltanto il loro punto di vista su questi temi. Riteniamo che sia importante dissociarsi dalle opinioni di Agamben (e colleghi) almeno sui seguenti punti.

1.
Il contributo della filosofia nei confronti della scienza.

Sebbene la filosofia debba certamente assumere un ruolo critico in relazione alla scienza, questo ruolo critico non può mancare di rispettare i risultati scientifici riportandoli non correttamente. Per esempio è falso sostenere, come ha fatto Agamben nell’audizione di qualche giorno fa al senato, che i vaccini anti-Covid19 siano in una fase sperimentale: sono stati testati.

2.
La relazione dello Stato nei confronti dei cittadini.

È improprio sostenere che ci troviamo in un’epoca in cui l’eccezionalità è diventata la regola, e che l’obbiettivo sia il controllo dello Stato sulla cittadinanza, sul modello di quanto fatto da forme di dispotismo come quello sovietico. Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria, che non ha nulla a che fare con altre forme di emergenza (come la lotta al terrorismo). Tale emergenza richiede procedure che sempre sono state adottate in questi casi a tutela degli interessi della comunità: si pensi alla vaccinazione di massa svolta ai tempi del colera – 1973! – a Napoli.

3.
La pretesa discriminazione tra cittadini.

Contro quanto sostenuto negli stessi contesti da Agamben, che ha impropriamente, e offensivamente, paragonato l’adozione del Green Pass all’istituzione delle leggi razziali contro la popolazione di origine ebraica nel 1938, tale adozione non induce alcuna discriminazione tra classi di cittadini, avendo come suo scopo semplicemente la protezione della società nel suo complesso, riducendo la possibilità di contagio nell’incentivare le vaccinazioni. Sostenere il contrario sarebbe come sostenere che l’istituzione della patente di guida, fatta per limitare il più possibile il numero e l’entità degli incidenti stradali, determini una distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

4.
La pretesa repressione della libertà individuale.

L’istituzione del Green Pass non comporta alcuna repressione della libertà individuale, essendo una condizione arcinota nelle comunità sociali che la libertà di una persona finisce quando lede la libertà di un’altra o le reca danno. Sostenere il contrario sarebbe ancora una volta equivalente a sostenere che l’adozione di regole di circolazione sia lesiva della libertà individuale di movimento.»

Clotilde Calabi (Università di Milano)
Angelo Campodonico (Università di Genova)
Marco Carapezza (Università di Palermo)
Roberto Casati (CNRS Parigi)
Massimiliano Carrara (Università di Padova)
Roberto Celada Ballanti (Università di Genova)
Emanuela Ceva (Università di Ginevra)
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DA RÉSEAU VOLTAIRE

Il potere politico di Facebook

di Thierry Meyssan

Nell’immaginario universale Facebook è considerato un social network responsabile, che permette a tutti di connettersi in modo riservato, ma al tempo stesso censura i messaggi che contravvengono alle leggi locali. È tutt’altro: Facebook raccoglie informazioni su di voi per conto dell’NSA, censura le vostre opinioni e batte moneta propria. In pochi mesi questa società è diventata uno dei protagonisti più influenti della politica mondiale.

 

Vetrina di sito remoto riservato ai sodali.

contatto (attivo il giovedì)