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Giornale di bordo
Gian Carlo Scotuzzi
Anno XX - Contatto
 
2 aprile 2019

 

BRUNEI

Ad Allah e alle signore piacendo

Frustate, lapidazioni e mutilazioni per affermare la legge islamica.

 
 
28 marzo 2019

 

L’ITALIA IN PERENNE CAMPAGNA ELETTORALE

Quanti voti accalappia una manipolatrice virtuosa?

Nicola Zingaretti, neocapo del PD insediato dal popolo dei gazebo, ha offerto la candidatura, per le prossime elezioni, a Lucia Annunziata, giornalista già presidente RAI, donna di consolidata fede atlantista. Un modo indiretto per riproporre il PD al copilotaggio del futuro governo cui Berluska & Soci stanno lavorando. (Annunziata ha declinato.)

 

ARTICOLO CORRELATO DEL 15 GENNAIO 2008:

LE BENEMERENZE DISINFORMATIVE DI LUCIA ANNUNZIATA

Libri di comodo per bruciare libri scomodi

A credere che il colpevole degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti sia stato Osama Bin Laden sono rimasti in pochi. Per svogliare questi pochi dal prendere sul serio le numerose inchieste che acclarano il terrorismo di Stato (a cominciare da quelle di Thierry Meyssan), ecco l’ennesimo libro che replica la bugiarda versione ufficiale. È edito da una società del Gruppo Mondadori, proprietà di Berluska.

 
 
4 marzo 2019

 

TELECRAZIA ITALIANA

Perché Berlusconi fa risorgere il PD

Sabato scorso a Milano RAISET s’è mobilitata per enfatizzare sino al falso una processione milanese delle sinistre, moltiplicandone il numero dei partecipanti per dieci...
 
 
13 febbraio 2019

 

LA GUERRA ECONOMICA DEGLI STATI UNITI

I predatori delle aziende europee

Il governo di Washington pretende far valere le proprie leggi nazionali in ogni parte del mondo, così negando agli Stati autonomia giuridica, premessa di quella politica ed economica. Così indossati i panni anche formali del neocolonialista, l’Amerika sfrutta l’Europa come un vivaio di imprese, riservandosi di papparsi per via (il)legale quelle che sviluppano eccellenze ambite, pena prendersele con la forza. E i governi del Vecchio Continente, che del resto già subiscono le scorribande dei killer della CIA e gli arruolamenti forzati nelle aggressioni militari pilotate dal Pentagono, chinano il capo, come 170 anni fa i cinesi dinanzi alle cannoniere anglosassoni durante la guerra dell’oppio.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 4 FEBBRAIO 2019

Gli USA: uno Stato-canaglia al servizio della propria economia

Improvvisamente, la classe possidente francese diventa consapevole dell’uso economico che gli Stati Uniti fanno del sistema giudiziario. Dal 1993 il Dipartimento per il Commercio ha creato un Trade Promotion Coordinating Committee e un Advocy Center, direttamente collegato alle agenzie d’intelligence. Più di recente, il Dipartimento di Giustizia ha interpretato le leggi statunitensi in modo da estendere il proprio potere all’estero ed esercitarlo, insieme alle altre amministrazioni, nell’interesse delle grandi aziende USA. Di fatto, i processi intentati contro le imprese europee non sono in relazione con le violazioni di cui vengono accusate. Sono processi concepiti per portarle al fallimento o consentirne l’acquisizione da parte di società USA.

di André Chamy

 
 
10 febbraio 2019

 

LIBERTÀ DI STAMPA E VESSAZIONI ECONOMICO-GIUDIZIARIE DEI CRONISTI

Il primo persecutore dei giornalisti liberi è il non-lettore

A proposito dell’articolo odierno di Concita De Gregorio sulla Repubblica.

 
 
8 febbraio 2019

 

ONAGROCRAZIE E INGERENZE ILLEGITTIME

Da che pulpito

Se l’asino Macron tira le orecchie al ciuco Di Maio

 
 
7 febbraio 2019

 

GERMANIA: SINDACATI CORPORATIVI ALL’ITALIANA

«Il posto di lavoro val bene un crimine sociale»

 
 
14 gennaio 2019

 

NEL CENTENARIO DI ROSA LUXEMBURG E KARL LIEBKNECHT

L’Asse Roma-Berlino degli orologi fermi

Un secolo fa il comunismo conquistò il più grande Paese del mondo e fece sognare gli altri perché c’era una classe operaia combattiva propulsa dagl’ideali della libertà dal bisogno, della giustizia sociale e della fratellanza, per cui «ogni uomo è mio fratello» e al diavolo l’egoismo familiare, matrice del capitalismo. Oggi la classe operaia si è dissolta in una miriade di individualismi e tornaconti che accampano alibi morale nella celebrazione di una famiglia regredita allo stadio primordiale, giustificazione di nequizie e violenze estese al genocidio. Il comunismo è diventato utopia di rari, perché la quasi totalità degli elettori non vi aspira, né avrebbe senso proporre ai cittadini una liberazione da ingiustizie e violenze di cui loro stessi sono responsabili, in quanto «popolo sovrano». Eppure, a cospetto di assetti sociali tanto esplicitamente riluttanti a prendere in considerazione riforme sociali anche minimamente ispirate al socialismo, sopravvivono, anche in lande ipercapitaliste come Italia e Germania, gruppuscoli marginali che non soltanto si professano comunisti in un contesto dove è impossibile esserlo perfino in dosi omeopatiche, ma addirittura mettono la rivoluzione comunista all’ordine del giorno. Per fortuna (loro), predicano e rivoluzionano soltanto per finta, cioè a fini commemorativi. Così, il 12 gennaio scorso a Berlino, comunisti di molti Paesi, compreso uno scienziato italiano, si sono radunati per condolersi dell’assassinio, perpetrato il 15 gennaio 1919 dalla polizia allemanna, dei rivoluzionari Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, rei d’aver animato, alcune settimane addietro, una sollevazione popolare che aspirava a replicare il successo di quella bolscevica e che invece fallì, anzi propiziando l’avvento del nazismo.
Ecco il resoconto di una giornata dove alcune centinaia di persone, in stragrande maggioranza tedesche e non giovani, hanno evocato i fasti delle rivolte passate; hanno relazionato sull’ennesima, «imminente e forse definitiva crisi storica del capitalismo»; poi hanno ribadito fedeltà ai campioni del comunismo, di cui hanno promesso di continuare a seguire le orme; alla fine hanno cantato
Auf auf zum Kampf, l’inno dedicato ai mancati rivoluzionari di cent’anni fa, indi l’Internazionale, e chiuso la rimpatriata con pianti di gioia ed evviva.
E anche per quest’anno è andata.  

[…]

 

Articolo riservato.

 
 
12 gennaio 2019

 

A PROPOSITO DEL “SERVIZIO DI ASCOLTO” ISTITUITO DALL’ARMA PRESSO I MUNICIPI

Benemeriti supplenti

Alcuni anni fa, quando sopravvivevano molti elettori capaci d’indignarsi per la corruzione dei partiti politici e allorché le ruberie di costoro ai danni dello Stato avevano raggiunto livelli da repubblica delle banane, un reputato opinionista lanciò, sulla Repubblica, una proposta provocante. Scrisse, in sostanza: La classe politica italiana è troppo marcia perché possiamo sperare in un suo risanamento; non ci resta che esortare i carabinieri a fare un golpe a fin di bene, cioè di futura democrazia perbene: che occupino i palazzi del governo e ogni altro ufficio statale e vi rimangano il tempo necessario a ripulirli dai corrotti e a risanare le casse pubbliche.
La proposta indignò alcuni, allarmò altri e fece sorridere molti di più, grazie ai media che la volturarono in burletta. Ma, là ove le parole hanno pondo, fu accolta da una chiosa lungimirante che ‒ questa sì, se fosse stata divulgata ‒ avrebbe dovuto impensierire sul serio le vestali della democrazia odierna: «Il Potere ha orrore del vuoto».
Negli ultimi anni il Lungimirante si è preparato bene per riempirlo, questo vuoto provocato dalla consunzione dell’Italia degli Onesti e dalla diserzione civile dei cittadini amareggiati. Una democrazia disdegnata smuore al pari dei diritti non esercitati, che si atrofizzano per desuetudine.
La cellula fondante della democrazia moderna è il municipio. È l’unico ambito ove gli elettori possono praticare una partecipazione più prossima a quella diretta. È il primo e fondamentale punto di compluvio delle istanze della comunità. Se la gente smette di rivolgersi al sindaco e ai consiglieri comunali per segnalare, lagnarsi o proporre, la democrazia perde di significato. Tanto varrebbe smettere di votare e riaffidare il municipio al podestà. O ai carabinieri, appunto.

[…]

 

Articolo riservato.

 
 
8 gennaio 2019

 

LOMBARDIA: INDAGINE SULLE NUOVE AGGREGAZIONI DELLE CLASSI SUBALTERNE

Dal clan tribale alla microloggia

Incapaci di esprimere una classe politica dirigente competente e onesta, i moderni proletari, disdegnata ogni forma d’impegno civile e di solidarietà sociale, ripiegano su primitive organizzazioni di autodifesa. Non già a modello delle storiche e benemerite società di mutuo soccorso, bensì grumi di parentadi omogenei dediti al saccheggio di quel che resta dello Stato sociale e alla rapina di ogni estraneo al gruppo. Il volere del capoclan rimpiazza la Legge, i miserandi tornaconti familiari irridono l’interesse pubblico. L’aspirazione dei membri del clan è accaparrarsi pingue reddito, alimentato da elemosine, rendite e sinecure riscosse in premio del vassallaggio acritico verso il capo e dell’apostasia etica, implicante scorribande nell’illegalità criminosa. Questo Villaggio del Dumpfenproletariat, marcescente sino a connotarsi di associazione a delinquere di stampo mafioso, si è andato generalizzando dagli Anni Settanta, consolidando un reticolo di contropoteri, da cui gli attori della sceneggiata elettorale acquistano voti e cui i produttori di merci e servizi insufflano stimoli consumistici. Negli ultimi due anni, nella più ricca e addensata regione italiana, un gruppo di ricercatori tedeschi ha scoperto, nelle viscere del Villaggio, Borse affaristiche riservate alla piccola borghesia, a imitazione delle logge dominanti la grande borghesia della Città. Su questo scimmiottamento massonico, che gli scienziati d’Oltralpe dileggiano in Lumpenfreimaurerei, sta mettendo le mani la fazione più agguerrita delle cinque che formano il potere reale in Italia.
[…]

di Aldo Curdinovis e Gian Carlo Scotuzzi

 

Articolo riservato.

 

 

 

ARRETRATI

 

Da luglio 1999 a dicembre 2018

 

La consultazione dell'archivio è riservata.

 

 


LIBRI

 

1973 - 2018

 

La consultazione del catalogo è riservata.

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer Gian Carlo Enrico Scotuzzi Gian Carlo E. Scotuzzi G.C. Scotuzzi G.C.S. GCS G. ilcronista.euC.E.S. GCES