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Gian Carlo Scotuzzi detto Scot
12 ottobre 2020
   
 
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DAL SETTIMANALE DER FREITAG

GERMANIA: INTERVISTA A MARTINA RENNER *

«Cameratismo pericoloso»

Martina Renner. Dal 2013 membro del Bundestag, è presidente vicario del partito La Sinistra (die Linke).

Le forze dell’ordine sono democratiche soltanto in apparenza.

di Nelli Tügel

traduzione di Federica Bondioni
federica.bond@alice.it

A luglio 2020 l’onorevole Martina Renner (lie Linke)  ricevette una mail di minacce firmata «NSU 2.0», proprio come la politica assiana di sinistra, Janine Wissler, l’avvocatessa Seda Başay-Yıldız e la comica Idil Baydar [1]. Si sospetta che gli agenti di polizia abbiano favorito la consultazione e l’inoltro dei dati dei destinatari.

Der Freitag: signora Renner, si fida ancora della polizia?

Martina Renner: È difficile. Come diretti interessati naturalmente ci auguriamo che la questione venga risolta e che il colpevole o i colpevoli vengano condannati. È un fatto che nessun’altra istituzione può farlo se non la polizia, in collaborazione con la procura. E che – sia a Berlino sia in Assia – ci sono motivi fondati per avere forte sfiducia nei confronti della polizia. Per questo chiedo che il procuratore generale avochi l’inchiesta e che sia l’ufficio criminale federale (Bundeskriminalamt, BKA) a farsi carico delle indagini.

Si è fatta un quadro complessivo delle deviazioni destrorse delle forze di polizia?

No. Ci sono nuovi rapporti quasi ogni giorno: è difficile mantenere una visione d’insieme.  

Secondo il rapporto recentemente presentato sulla situazione circa l’estremismo di destra nelle forze dell’ordine, ci sono 377 casi sospetti, spesso in relazione a chat di gruppo. Qual è la loro funzione?

Se ne possono distinguere tre tipi. In primo luogo, quei gruppi che si formano all’interno della polizia, ove funzionari e candidati si scambiano messaggi. In secondo luogo, le chat di gruppo di cui fanno parte gli agenti di polizia, ma che non si concentrano solo sugli affari della polizia. Questo vale per la chat di gruppo che è stata scoperta a Berlino in giugno, all’interno della quale si organizzavano sia agenti di polizia sia altri membri di estrema destra, tra cui un funzionario comunale dell’AfD [2]. Tra le altre cose questo ha comportato anche il trasferimento d’informazioni interne alla polizia. In terzo luogo, chat di gruppo che si sospettano connesse con il terrorismo di destra – parola chiave: «Nordkreuz Croce del Nord».

Il ministro degli interni ha esortato a segnalare ogni caso sospetto…

Da quando la polizia si è interessata attivamente del problema non mi risulta abbia scoperto altre chat di gruppo. Per cui delle due l’una: o in passato si trattò di scoperte casuali – nel Nordreno-Westfalia la polizia trapelò ai media segreti relativi ai cosiddetti crimini di clan – oppure c’è stata una talpa, come nel caso di Berlino. Mi chiedo cosa potrebbe emergere se ci si occupasse in maniera sistematica del problema. Fondamentalmente ciò che sappiamo è solo la punta dell’iceberg.

Il ministro dell’Interno Horst Seehofer rimane dell’idea che il problema non sia strutturale.

Chi afferma ciò non ha alcuna idea della situazione o vuole sminuirne la portata. Con queste premesse non riusciremo mai a stroncare gli episodi di estremismo nelle forze di polizia.

Come interpreta il termine strutturale [usato dal ministro] in questo contesto?

In non pochi casi sono gli stessi superiori a far parte di queste chat di gruppo. Questo porta a un clima di lavoro problematico. Il che suscita la domanda: chi mai dovrebbe rivolgersi alla polizia? [La crescente sfiducia verso le forze dell’ordine]  non è affatto un riflesso della società, come spesso si dice. La polizia è più conservatrice (weißer), più maschista e politicamente più a destra rispetto alla media della popolazione. È pregna inoltre di un pericoloso cameratismo che impedisce il cambiamento e continua a nutrire una radicata avversione nei confronti della sinistra.

Nelle indagini irrisolte sulla serie d’incendi di Neuköln a Berlino furono licenziati due pubblici ministeri perché considerati di parte. Se simili indagini si dimostrano inaffidabili, come possiamo proteggerci dalla polizia e dalla loro cerchia di destra?

Siccome non abbiamo alcun organo investigativo indipendente al di fuori della polizia, al momento rimane solo da pretendere che gli uffici del difensore civico esistenti forniscano una competenza investigativa autonoma. Laddove sappiamo che le strutture locali della polizia sono parte del problema, le indagini dovrebbero essere affidate a un’altra struttura, qualcosa a livello nazionale. Ma questi sono solo palliativi con i quali non si risolve il problema di fondo: non c’è un’autorità indipendente che possa indagare.

Faccio però fatica a immaginarmi un organo esterno alla polizia che sia nella posizione di spezzare il cameratismo tra i poliziotti.

Certamente no. Ma in Gran Bretagna, per esempio, c’è l’esperienza di indagini indipendenti, esterne e autorizzate, che da un lato identificano bene il problema – in quel caso si trattava di comportamenti razzisti da parte delle forze dell’ordine – e dall’altro potrebbero poi sviluppare una pressione per dei cambiamenti strutturali.

Perché vengono alla luce così tante cose proprio adesso? La polizia è nella morsa della destra o è semplicemente cresciuta la nostra attenzione al riguardo?

Probabilmente entrambe le cose. Veniamo a sapere di più perché la nostra sensibilità è cresciuta. Il che contribuisce a portare a galla maggiori informazioni e incoraggia la denuncia delle irregolarità. Ma è innegabile che la sterzata a destra del Paese negli ultimi anni si sta verificando anche all’interno delle istituzioni. Ci sono circoli, anche di poliziotti, che vivono nella convinzione che lo Stato abbia perso il controllo e che tra il popolo si diffonda una sorte d’inversione valoriale mirante alla distruzione della democrazia e alla guerra civile. E che quindi ci si debba armare.

Come la Croce del Nord?

Sì. E non si stratta solo della pianificazione di attacchi terroristici di estrema destra. La Croce del Nord ha messo da parte 50.000 munizioni – questo è l’equipaggiamento di un esercito che si prepara a una guerra civile.

Ma se la situazione è così drammatica, perché i partiti di sinistra non si preoccupano di tutelare la Costituzione chiedendo lo scioglimento di questa polizia?

L’apparato di difesa della Costituzione ha, come servizio segreto, molte possibilità di intervenire sui diritti fondamentali: intercettazioni, sorveglianza – e anche in caso di sospetto…

Non la polizia?

Anche la polizia ha l’autorità di interferire con i diritti fondamentali, ma questo è spesso soggetto al controllo del giudice. Inoltre c’è il principio della legalità: la polizia stessa non può commettere reati, i servizi segreti invece sì. La polizia deve inoltre rendere conto al parlamento per l’utilizzo di risorse dell’intelligence. Tutto questo potrebbe essere migliorato, ma è fondamentalmente diverso dai servizi segreti.

La polizia non dovrebbe nemmeno fare scorta di munizioni, ma succede comunque. E quando si tocca l’argomento della profilazione razziale si replica che non esiste, perché è proibita…

Perciò, oltre al tanto discusso studio sul razzismo all’interno delle forze dell’ordine, sarebbe necessaria un’inchiesta esterna sulle autorizzazioni e sui regolamenti della polizia per chiarire in che misura questi gettino le basi per la profilazione razziale o sociale. Inoltre ci devono essere anche delle conseguenze: nell’ambito dell’inchiesta sulla Croce del Nord, un funzionario della LKA (Landeskriminalamt, polizia criminale dei singoli Stati, Ndt) è stato trasferito alla tutela della costituzione. Ci sono agenti di polizia che dopo gli incidenti di estrema destra fanno gli istruttori. Assurdo! Tali agenti devono essere rimossi dal servizio.
La polizia ritiene minacciosa, e dunque affronta con coraggio e sistematicità, una parte della popolazione: persone di colore, poveragente. Eppure i partiti di sinistra parlano di una forza di polizia democratica e orientata ai cittadini. Tutto ciò suona ingenuo.

[1] NSU, Nationalsozialistischer Untergrund (Clandestinità nazionalsocialista). Ndt
[2] AfD, Alternative für Deutschland, Alternativa per la Germania. Nato nel 2013, alle ultime legislative del 2017 è diventato il terzo partito del Paese, con il 12,64% dei voti e 94 deputati. Ndt

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Martina Renner, nata nel 1967, è esperta di politica interna e portavoce della sinistra antifascista. È stata presidente della commissione d’inchiesta della Turingia sulla NSU nonché della commissione d’inchiesta federale sull’attentato terroristico del 19 dicembre 2016 al mercatino di Natale di Piazza Breitscheid, a Berlino, dove morirono 12 persone e circa un’ottantina rimasero ferite.

ORIGINALE
https://www.freitag.de/autoren/der-freitag/gefaehrlicher-korpsgeist

 

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